Gatti che volano
Quando si fa ricerca scientifica bisogna osservare delle regole minime di comportamento ché senza quelle è proprio inutile il cimento, lasciate perdere, non è roba per voi. O forse state barando, non so. Cosa siano queste poche cose lo potete imparare leggendo ad esempio Cargo Cult Science, il testo del discorso inaugurale tenuto da Richard Feynman agli studenti del Caltech di Pasadena
in occasione dell'apertura dell'anno accademico 1974/75. Se avrete voglia di sfogliare quelle pagine apprenderete che un buon esperimento (o una teoria, se vi pare) per essere tale deve essere ben controllato, riproducibile e onesto. Se manca il controllo, se ti mancano pezzi di informazione, la riproducibilità non è garantita - non è difficile da capire - ma la cosa più importante di tutte è l'ultima, l'integrità scientifica, "un principio del pensiero scientifico che corrisponde essenzialmente ad una totale onestà, ad una disponibilità totale". Ecco, quando ho letto ieri di questa storia della "verifica indipendente" del funzionamento del dispositivo conosciuto come e-cat, ho subito pensato alla scienza del culto del cargo, un po' ho riso e un po' ho pianto.
In questa vicenda, secondo me, non è per nulla necessario far le pulci al papero (c'è chi lo sta facendo però e fa bene), basta solo dare una rasoiata di Occam, capire se quelle tre regole son state rispettate. È un esperimento ben controllato? No, i "verificatori indipendenti" osservano il dispositivo da lontano, acquisiscono dati e deducono robe senza sapere com'è fatto, non ci possono mettere le mani. È riproducibile? No, per il momento non lo è, i verificatori non sono di fatto indipendenti. È onesto? No, gli "inventori" non sono disponibili a fornire pubblicamente informazioni che hanno coperto con brevetto, riferiscono solo quello che gli garba e non quello che serve per giudicare fino in fondo il valore della cosa. Se posso aggiungere, mi pare che non sia neanche proprio limpido che ricercatori di enti pubblici usino parte del loro tempo per lavorare a mero vantaggio dei privati.
Ora, se le premesse son queste, calcolatemi la probabilità che quell'oggetto funzioni davvero. Io, cercate di capirmi, non ci voglio perdere altro tempo (lo avessero almeno scritto bene il papero, ma come si fa?).
In questa vicenda, secondo me, non è per nulla necessario far le pulci al papero (c'è chi lo sta facendo però e fa bene), basta solo dare una rasoiata di Occam, capire se quelle tre regole son state rispettate. È un esperimento ben controllato? No, i "verificatori indipendenti" osservano il dispositivo da lontano, acquisiscono dati e deducono robe senza sapere com'è fatto, non ci possono mettere le mani. È riproducibile? No, per il momento non lo è, i verificatori non sono di fatto indipendenti. È onesto? No, gli "inventori" non sono disponibili a fornire pubblicamente informazioni che hanno coperto con brevetto, riferiscono solo quello che gli garba e non quello che serve per giudicare fino in fondo il valore della cosa. Se posso aggiungere, mi pare che non sia neanche proprio limpido che ricercatori di enti pubblici usino parte del loro tempo per lavorare a mero vantaggio dei privati.
Ora, se le premesse son queste, calcolatemi la probabilità che quell'oggetto funzioni davvero. Io, cercate di capirmi, non ci voglio perdere altro tempo (lo avessero almeno scritto bene il papero, ma come si fa?).





